Tonucci News
13.05.2016

Pegno mobiliare non possessorio nei finanziamenti alle PMI

Per l’impresa i benefici derivanti dal nuovo pegno mobiliare non possessorio consistono nella possibilità di utilizzare, trasformare e perfino vendere il bene pegnato senza dispendiose formalità di costituzione. Questo pegno permette all’imprenditore di continuare ad utilizzare i beni oggetto della garanzia.

I benefici per le banche finanziatrici che possono prevedere contrattualmente semplificazioni e velocizzazioni, in caso di inadempimento, delle attività di escussione del pegno.

IL FATTO:

Il d.l. 3 maggio 2016, n. 59 ha introdotto, con l’intento di facilitare l’accesso al credito da parte degli imprenditori, il pegno mobiliare non possessorio. Questa variante di pegno, che l’imprenditore (o terzi concedenti) potranno concedere in garanzia agli istituti finanziatori affinché questi eroghino nuovo credito da destinarsi all’esercizio dell’impresa, può essere costituito su tutti i beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa (con l’esclusione dei beni mobili registrati). I beni oggetto del pegno non possessorio possono anche essere futuri o semplicemente determinabili e il concedente il pegno è autorizzato, salvo diversa pattuizione, a trasformare o perfino alienare l’oggetto del pegno. In tutti questi casi il pegno si trasferirà automaticamente vuoi sul nuovo prodotto derivante dalla trasformazione vuoi sul corrispettivo ottenuto con la vendita e non sarà necessaria una nuova costituzione e iscrizione del pegno sui nuovi beni in quanto questi ultimi automaticamente costituiranno il nuovo oggetto del pegno iniziale.

Il creditore in caso di escussione ed a seconda delle pattuizioni e della tipologia che il bene avrà assunto al momento dell’escussione potrà: vendere i beni oggetto del pegno restituendo l’eccedenza ovvero escutere il credito pegnato o ancora, se previsto contrattualmente, locare i beni per poi rifarsi sui relativi canoni o perfino appropriarsi dei beni fino alla concorrenza della somma garantita sempreché il relativo contratto abbia previsto i criteri e le modalità di valutazione del valore del bene oggetto del pegno e dell’obbligazione garantita.

Non sono previsti particolari oneri di forma, il contratto del pegno mobiliare non possessorio potrà quindi consistere in una semplice scrittura privata mentre il suo momento genetico si avrà una volta eseguita l’iscrizione nell’apposito registro informatizzato costituito presso l’Agenzia delle Entrate.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE:

Le applicazioni del pegno mobiliare non possessorio sono potenzialmente molteplici e sicuramente utili per l’impresa che necessita di nuova finanza per acquistare materie prime da lavorare, trasformare e vendere, in quanto su di esse l’imprenditore (o i terzi concedenti) potranno costituire un pegno che non richiede lo spossessamento del bene permettendone la piena utilizzabilità nel rispetto della sua destinazione economica.

Per i creditori questa garanzia presenta due vantaggi, il primo consiste nel probabile incremento del valore del bene pegnato ottenuto grazie all’attività imprenditoriale del debitore, il secondo si incentra nella semplificazione, in caso di inadempimento, delle attività di escussione della garanzia.

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