Tonucci News
27.09.2018

La Corte Costituzionale: illegittimo il criterio per indennità di licenziamento previsto nel Jobs Acts.

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Decreto Legislativo cosiddetto “Jobs Acts” sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte – non modificata dal successivo Decreto Legge cosiddetto “Decreto Dignità” – che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato.

IL FATTO: 

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti è stato introdotto nel 2014 dal Governo Renzi con la legge conosciuta come “Jobs Acts”. E il recente Decreto Dignità approvato dal Governo Conte ha ritoccato il quantum degli indennizzi senza modificare il meccanismo di determinazione.

Ora la Consulta ha bocciato l’articolo 3 nella parte in cui stabilisce la previsione di una indennità crescente in caso di “licenziamento per giustificato motivo e giusta causa”, non modificata dal successivo Decreto Dignità, mentre tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate infondate.

Dall’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale, infatti, é stato pubblicato un Comunicato nel quale viene chiarito che la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione.

Si attendono ora i dettagli della decisione.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE:

In attesa di capire i dettagli della decisione, con la censura posta dalla Consulta al meccanismo di indennizzo legato all’anzianità, potrebbero tornare in vigore le norme della Legge Fornero che affidavano ai giudici la valutazione caso per caso.

13.11.2018
press

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FONTE: Il Sole24 Ore
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