tonucci news
19.04.2017

La Cina apre le opportunità di lavoro agli studenti stranieri neolaureati

In base ad una nuova circolare, permessi di lavoro potranno essere concessi a giovani stranieri neo laureati, qualora sussistano esigenze dell’imprenditoria locale e i giovani abbiano le competenze professionali richieste. In precedenza, un cittadino straniero con meno di due anni di esperienza professionale non poteva ottenere un permesso per lavorare in Cina, con poche – quasi nulle nella pratica – eccezioni. Le nuove regole permetteranno anche agli imprenditori stranieri che abbiano una società in Cina di assumere personale giovane e meno specializzato (di conseguenza anche meno costoso) da dedicare allo sviluppo delle loro attività nel paese.

IL FATTO:

Tre ministeri – Ministry of Human Resources and Social Security, Ministry of Foreign Affairs e Ministry of Education – hanno congiuntamente emanato il 6 gennaio 2017 la circolare, in vigore a partire dalla stessa data (la “Circolare”), che fissa nuove regole per neolaureati provenienti da paesi esteri e senza esperienza lavorativa che abbiano conseguito titoli di studio equiparabili ad una laurea in Cina o presso istituzioni straniere note e riconosciute in Cina.

Il permesso di lavoro potrà essere richiesto per i neolaureati che abbiano conseguito il titolo entro l’anno precedente la data in cui la richiesta è presentata alle autorità competenti, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, non abbiano precedenti penali, abbiano conseguito un punteggio di laurea elevato e non abbiano commesso infrazioni del regolamento scolastico, godano di ottima salute ed abbiano già un potenziale datore di lavoro in Cina che offra una posizione lavorativa in linea con il percorso e titolo di studi conseguito. In base alla Circolare, il compenso del candidato non potrà essere inferiore al salario medio applicato nella zona in cui la prestazione lavorativa verrà eseguita.

Il termine iniziale di impiego non può essere superiore ad un anno, rinnovabile per termini successivi fino a cinque anni. Le domande saranno tuttavia soggette ad un sistema di quote, applicato a livello nazionale e locale. Le autorità del lavoro a livello locale adotteranno misure specifiche e standard locali al fine di implementare queste nuove regole nella loro area di competenza.

Il permesso di lavoro deve essere richiesto dal datore di lavoro in Cina, il quale dovrà sottoporre, tra l’altro, all’approvazione delle autorità competenti una lettera in cui indicare il compenso offerto, che dovrà essere in linea con il salario medio dell’area dove la prestazione è eseguita previsto per simili profili professionali. Inoltre al datore di lavoro è richiesto di indicare le ragioni per cui ha necessità di assumere uno studente straniero anziché un lavoratore cinese. Deve peraltro allegare prova di aver indirizzato l’offerta di lavoro a potenziali candidati cinesi attraverso post o annunci per un periodo di almeno 30 giorni.

Il riferimento, all’interno della Circolare, ad istituzioni scolastiche straniere ‘note e riconosciute in Cina’ crea un vuoto interpretativo che lascia un ampio potere discrezionale alle autorità locali che dovranno implementare le nuove disposizioni.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE:

In base al think tank pechinese Center for China and Globalization, circa 400.000 studenti stranieri sono giunti in Cina nel 2015 per ragioni di studio. La nuova circolare è sintomatica del fatto che la Cina intende favorire l’ingresso di giovani lavoratori che abbiano specifiche capacità professionali. Spesso sono le stesse imprese straniere che, nell’avvio di un’attività in Cina, hanno necessità di inserire all’interno delle proprie strutture locali figure professionali giovani, più flessibili e predisposte ad esperienze professionali all’estero. Le nuove disposizioni potrebbero avere pertanto un impatto molto positivo sulle attività degli imprenditori italiani già presenti nel Paese di Mezzo.

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